Centro per l'Educazione, la Cooperazione e l'Assistenza Tecnica



Il vigneto super “bio” niente fitofarmaci nei campi del Sartor

CASTELFRANCO Duemila e seicento mq di vigneto biologico all'istituto agrario Sartor, grazie all'accordo tra la scuola, la cooperativa Spazio di Trevignano e il Cecat, Centro per l'educazione, la cooperazione e l'assistenza tecnica, che realizza un felice e strategico connubio tra scuola e mondo del lavoro. Il vigneto in questione è già predisposto nei terreni della scuola in via Postioma e guarda a una produzione resistente a peronospora ed oidio, le malattie più diffuse e gravi che colpiscono la vite. «È un vigneto pensato per ridurre l'impatto ambientale da prodotti fitosanitari», spiega la preside Antonella Alban, «i vitigni sono stati selezionati dalle Università di Friburgo e Udine. Se i risultati di questa sperimentazione saranno positivi, l'impiego di questi vitigni potrebbe risultare interessante nella viticoltura biologica, ma anche nei vigneti convenzionali, specie in quelle porzioni più vicine a siti sensibili quali asili, ospedali, corsi d'acqua, abitazioni. Uno dei punti di forza della nostra scuola consiste proprio nello sviluppo di una didattica laboratoriale in tutte le discipline, dall'astratto al concreto, per favorire l'apprendimento e anche lo sviluppo di autoimprenditorialità negli studenti». Se il Sartor ci mette la terra e la manualità degli allievi sarà la cooperativa Spazio a fornire concime, sementi e fitofarmaci, a titolo gratuito. «Abbiamo sottoscritto con piacere l'accordo di collaborazione», commenta il presidente di Spazio, Andrea Capuzzo, «poiché riteniamo fondamentale lo scambio di professionalità tra mondo della scuola e del lavoro, avvicinando due realtà altrimenti distanti. La necessità di ridurre l'impatto ambientale e la sempre maggiore attenzione per la salute dei consumatori comporta una sfida sempre più alta per l'agricoltura in generale e per la viticoltura in particolare, dove è elevato l'intervento per preservare la coltivazione». E meglio che sia il più naturale possibile. Ma mano d'opera e concime non bastano: serve anche competenza tecnico professionale. E qui entra in campo il Cecat. «Da parte nostra», dice il presidente Giovanni Manera, «metteremo a disposizione personale con esperienza, che lavorerà in stretto contatto con il responsabile dell'azienda agricola dell'istituto. Con la scuola condividiamo la stessa mission formativa in ambito agrario. E ci fa piacere sapere come l'elevata sensibilità per la valorizzazione e la promozione del territorio sia sempre più diffusa anche fra le giovani generazioni».
 




fonte: Tribuna di Treviso (pag 28 del 22/05/2015)

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